Dal Monte dei Miti alle saline che si tingono di rosa: Erice, Trapani e Marsala tra mito, mare e vino
Il borgo medievale sospeso a 750 metri sul mare, con il Castello di Venere normanno, le mura elimo-puniche e i vicoli acciottolati di pietra bianca e nera. Dalla vetta lo sguardo spazia sulla "falce" di Trapani, sulle Egadi e, nelle giornate limpide, fino alla Tunisia.
Riserva naturale gestita dal WWF: vasche d'acqua che cambiano colore con la luce del giorno, mulini a vento in tufo di Favignana usati per il trasferimento dell'acqua, cumuli di sale candido e il Museo del Sale ricavato in un antico mulino. Al tramonto lo specchio d'acqua si tinge di rosa e arancio, spesso animato dal volo dei fenicotteri.
Città del vino omonimo e sbarco di Garibaldi e dei Mille nel 1860, con il suo centro barocco e il lungomare Salinella. Poco fuori, la Riserva Naturale dello Stagnone di Marsala custodisce le saline Ettore e Infersa, altri mulini storici e l'isola di Mozia, antica colonia fenicia raggiungibile in barca.
Autostrada A29 Palermo-Trapani, oppure strade provinciali SP31 e SP3 da Trapani; per Marsala si prosegue lungo la costa sulla SS115.
La Funivia Trapani-Erice collega in pochi minuti il quartiere di Casa Santa con il centro storico del borgo in quota.
Aeroporto di Trapani-Birgi "Vincenzo Florio", a circa 29 km da Erice e a pochi minuti da Marsala.
Erice, chiamata dai locali 'u Munti, sorgerebbe secondo la leggenda per opera del re degli Elimi Erice, figlio di Afrodite; sulla vetta ardeva un tempo una grande fiamma sacra dedicata alla dea, punto di riferimento per i naviganti del Mediterraneo.
I mulini a vento delle saline, introdotti dal Settecento e costruiti in tufo di Favignana, non macinavano farina ma spostavano l'acqua tra le vasche grazie a un meccanismo ispirato alla vite di Archimede: un sistema ingegneristico ancora oggi visibile lungo i percorsi delle riserve.
Mozia, nella laguna dello Stagnone, fu una delle più importanti colonie fenicie del Mediterraneo occidentale, distrutta dal siracusano Dionisio I nel IV secolo a.C.: oggi vi si trova un piccolo ma prezioso museo archeologico, raggiungibile solo in barca tra i vigneti che sfiorano l'acqua.
L'11 maggio 1860 Giuseppe Garibaldi sbarcò a Marsala con i Mille, dando avvio alla spedizione che avrebbe portato all'unità d'Italia: un episodio ancora oggi ricordato nella toponomastica e nella memoria cittadina.