Foto: Horcrux — Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Provincia di Campobasso · Campobasso e le colline tra i fiumi Biferno e Fortore: Oratino, Gambatesa, Riccia, il Lago di Occhito e il Lago di Guardialfiera.Il capoluogo con il Castello Monforte e i Misteri, i castelli affrescati del Fortore e due grandi laghi artificiali.
Monumento nazionale e simbolo della città. Prende il nome dal conte Nicola II Monforte, che lo restaurò nel 1458 dopo il terremoto del 1456.
Il Museo archeologico nazionale, già Museo sannitico, in palazzo Mazzarotta: espone reperti dell'antico Samnium.
Borgo vicino al capoluogo, con la Rocca su uno sperone di roccia e le opere dei pittori del Settecento Ciriaco e Stanislao Brunetti.
Castello trasformato in residenza nobile: l'interno è una pinacoteca di affreschi manieristi dipinti nel 1550 da Donato da Copertino.
Paese del Fortore con il centro antico a spirale salito fino alla torre del castello. È nota per la Festa dell'Uva.
Detto anche del Liscione, è un invaso artificiale formato negli anni Sessanta e Settanta da una diga sul Biferno.
Formaggio raro del Fortore: se ne producono circa 1.000 kg l'anno ed è nell'Arca del Gusto di Slow Food.
PATOlio dalla varietà di olivo coltivata lungo il Tappino, a Gambatesa, Riccia e nei paesi vicini.
Vino rosso dal vitigno autoctono Tintilia, prodotto nelle province di Campobasso e Isernia.
DOCPasta fresca con acqua di cottura, vino rosso e pepe, bevuto come aperitivo prima del pasto.
Cialda cotta tra due ferri decorati, tipica di Abruzzo e Molise.
PATNella domenica del Corpus Domini a Campobasso sfilano i Misteri. A Riccia la Festa dell'Uva si svolge alla fine dell'estate. Primavera e autunno sono adatti ai laghi e ai borghi del Fortore.
Da Campobasso le strade provinciali portano a Oratino e verso il Fortore, a Gambatesa e Riccia. Il Lago di Guardialfiera si raggiunge con la Fondovalle del Biferno.
I paesi sono collegati a Campobasso con autobus extraurbani, con poche corse: conviene controllare gli orari prima di partire.
I Misteri di Campobasso sono strutture in ferro create dallo scultore Paolo Saverio Di Zinno: portano in aria figure viventi di santi e angeli.
Gli affreschi del castello di Gambatesa furono commissionati nel 1550 da Vincenzo I di Capua, duca di Termoli e conte di Gambatesa.
Secondo la leggenda, il nome di Gambatesa deriverebbe da un difetto fisico alla gamba del suo primo signore.