Foto: *DaphnePhoto* — Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Provincia di Teramo · Il capoluogo Teramo, le colline di Atri e la costa da Giulianova a Roseto degli Abruzzi e Pineto, con la Torre del Cerrano.Il Duomo e il teatro romano di Teramo, Atri e i suoi calanchi, il Belvedere di Giulianova e la Torre del Cerrano sul mare.
Cattedrale iniziata nel 1158 per accogliere le reliquie di San Berardo. Custodisce il paliotto d'argento dorato di Nicola da Guardiagrele.
In piazza Orsini restano il teatro e l'anfiteatro dell'antica Interamnia, la «città tra i due fiumi» Tordino e Vezzola.
Antica capitale del ducato degli Acquaviva, su tre colli che guardano il mare. Il Duomo, monumento nazionale, ha affreschi di Andrea De Litio; intorno, la riserva dei Calanchi di Atri.
Città rifondata nel Quattrocento da Giulio Antonio Acquaviva, con il Duomo ottagonale di San Flaviano e la terrazza del Belvedere sul mare.
Torre costiera del Regno di Napoli, del XVI secolo, a sud di Pineto. Dal 2009 è il centro dell'area marina protetta Torre del Cerrano.
Audioguida sul mosaico romano nei sotterranei di Palazzo Savini.
Audioguida sul teatro comunale di Atri, il più antico della provincia ancora in attività.
Audioguida sulla torre costiera di Pineto.
Strati di scrippelle con ragù di polpettine, il piatto delle feste di Teramo.
Minestra di legumi, verdure e pasta del primo maggio, tipica del teramano.
PATVino rosso prodotto in numerosi comuni della provincia di Teramo.
DOCGPecorino tipico della zona di Atri.
PATDolce tipico di Atri, il prodotto più rappresentativo della città insieme al pecorino.
Da giugno a settembre è la stagione del mare a Giulianova, Roseto e Pineto. Il primo maggio a Teramo si preparano le virtù. Teramo e Atri si visitano bene in primavera e autunno.
Da Teramo il raccordo autostradale Teramo-Giulianova porta alla costa e alla A14; Atri si raggiunge dall'uscita Atri-Pineto.
Teramo è collegata con il treno a Giulianova, sulla linea Adriatica, dove fermano anche Roseto e Pineto. Atri è servita da autobus.
Roseto degli Abruzzi si chiamava Le Quote fino al 1887 e Rosburgo fino al 1927.
Ad Atri l'antico convento domenicano fu trasformato nell'Ottocento in una fabbrica di liquirizia, prodotto tipico della città.
Giulianova prende il nome dal duca Giulio Antonio Acquaviva, che la rifondò nella seconda metà del Quattrocento.