Foto: Wikimedia Commons (CC BY-SA)
Provincia di Trieste · CapoluogoIl capoluogo mitteleuropeo affacciato sull'Adriatico: piazze asburgiche, un colle romano-medievale e caffè storici.
La piazza principale della città, affacciata direttamente sul mare, tra le più grandi d'Europa con questa caratteristica. Circondata dal Palazzo del Governo, dal Municipio e da palazzi in stile asburgico.
Sul colle che domina la città, il castello fatto costruire dagli Asburgo tra il 1468 e il 1636 ospita oggi un museo civico con armeria e lapidario. Accanto sorge la Cattedrale di San Giusto, fusione di due chiese paleocristiane.
Canale navigabile scavato nel Settecento nel cuore del Borgo Teresiano, quartiere di impianto asburgico con vie ortogonali e palazzi neoclassici. Punto d'incontro tra il porto storico e la città vecchia.
Pontile che si allunga nel golfo proprio accanto a Piazza Unità, meta di passeggiate serali dei triestini e punto panoramico su tutto il fronte mare della città.
Riportato alla luce tra il 1937 e il 1938 ai piedi del colle di San Giusto, risale alla fine del I secolo a.C. e poteva ospitare circa 3.500 spettatori. Ancora oggi utilizzato per spettacoli estivi all'aperto.
Primavera e autunno offrono il clima più piacevole per passeggiare tra piazza Unità, il centro storico e il colle di San Giusto. L'estate è vivace grazie a eventi e spettacoli al Teatro Romano, ma può essere ventosa nelle giornate di bora; l'inverno regala cieli tersi, complice proprio la bora che spazza l'aria, ma con temperature rigide sul lungomare.
Il centro città è raggiungibile dalla A4 (uscita Trieste) o dalla SS14; il colle di San Giusto e il centro storico hanno zone a traffico limitato, meglio lasciare l'auto nei parcheggi di zona.
La rete urbana di Trieste Trasporti collega capillarmente tutti i quartieri al centro; la stazione ferroviaria di Trieste Centrale è il principale scalo per i collegamenti nazionali e regionali.
James Joyce visse a Trieste per oltre dieci anni e vi scrisse gran parte del "Ritratto dell'artista da giovane" e i primi capitoli dell'"Ulisse".
La bora, il vento che soffia dal Carso, può superare i 100 km/h: lungo alcune vie del centro sono ancora installate corde di sicurezza per i pedoni.
Secondo la tradizione cittadina, l'area del Teatro Romano era chiamata "Rena" (dal latino arena), un nome che i triestini hanno tramandato per secoli anche dopo che il teatro era stato sepolto e dimenticato.