Baraggia Vercellese — foto di copertina Provincia di Vercelli · ItalianClick

Baraggia Vercellese

Tra Rovasenda, Roasio, Gattinara e Lenta: l'ultima savana d'Italia, dove farnie e betulle isolate emergono da un mare di felci ed erica, circondate da risaie e castelli medievali.

3.980 haRiserva delle Baragge (3 province)
1.760 haSettore Baraggia di Rovasenda
1992Anno di istituzione

Il Territorio

La "baraggia" (al plurale "baragge") è un habitat semi-naturale unico nella pianura piemontese: un bosco rado di farnia, rovere, betulla e carpino su suoli argillosi, compatti e poveri, con un fitto sottobosco di felce aquilina ed erica. Un tempo questo paesaggio si estendeva pressoché ininterrotto dal Biellese fino al fiume Ticino; le grandi bonifiche per la risicoltura dei secoli scorsi lo hanno ridotto a "isole" isolate tra le risaie, oggi tutelate dalla Riserva naturale delle Baragge, istituita nel 1992 e gestita dall'Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore.

La riserva si estende per circa 3.980 ettari suddivisi in sei-sette settori tra le province di Vercelli, Biella e Novara. Questa pagina è dedicata al settore vercellese, spesso indicato come "Baraggia di Rovasenda" (circa 1.760 ettari), il cuore del paesaggio che i vercellesi chiamano "l'ultima savana d'Italia": alberi radi che spuntano isolati da vaste praterie dorate, con fioriture rosa di erica a inizio autunno che creano un cromatismo raro in Italia.

Tra le curiosità botaniche, la baraggia conserva specie relitte dell'ultima era glaciale poco comuni altrove in pianura, come l'iride sibirica e l'emerocallide gialla. Tra la fauna spiccano la cicogna bianca, che qui nidifica, la testuggine palustre europea (oggetto di reintroduzione) e due farfalle rare e minacciate a livello europeo, la Coenonympha oedippus e la Maculinea alcon, insieme a coleotteri carabidi endemici di questi suoli argillosi.

I Comuni della Baraggia Vercellese

La porzione vercellese della riserva coinvolge cinque comuni, tutti nella pianura e nelle prime colline a nord-est di Vercelli, lungo l'asse Rovasenda–Gattinara.

RovasendaCuore della Baraggia, con il castello medievale e il torrente omonimo che attraversa la brughiera.
RoasioBorgo agricolo alle porte della riserva, con la chiesa romanica di Sant'Eusebio dei Pecurilli.
GattinaraCelebre per il vino Gattinara DOCG e per i resti del Castello di San Lorenzo sulla collina omonima.
LentaBorgo con impianto a ricetto medievale e la Pieve di Santo Stefano, di origine altomedievale.
LozzoloComune collinare sul Bramaterra, ai margini orientali della brughiera.

Cosa vedere

Alba sulla brughiera della Baraggia, con alberi radi tra le praterie

Riserva Naturale delle Baragge — settore di Rovasenda

Il cuore protetto della brughiera vercellese: percorsi pianeggianti adatti a passeggiate, escursioni a cavallo e cicloturismo tra farnie secolari, betulleti e vaste praterie di felce ed erica. Il paesaggio, definito "simile alla savana africana", regala i colori più intensi a fine estate e inizio autunno.

Bosco di betulle nella Baraggia in autunno

Betulleti e brughiera d'autunno

I radi boschetti di betulla, rovere e farnia della Baraggia si accendono di colori a ottobre, quando il sottobosco di felce aquilina vira al dorato e l'erica fiorisce di rosa: uno dei paesaggi stagionali più insoliti del Piemonte.

Castello di Rovasenda, fortezza medievale al centro della Baraggia

Castello di Rovasenda

Fortezza di origine medievale (1170), con la possente torre alta 48 metri eretta nel 1459, tra le più affascinanti del Vercellese. Accanto sorge il "nuovo castello", fatto costruire a inizio Novecento dal conte Luigi di Rovasenda su progetto dell'architetto Carlo Nigra. Il maniero domina il piccolo borgo agricolo al centro della Baraggia.

Resti del Castello di San Lorenzo sulla collina di Gattinara

Castello di San Lorenzo, Gattinara

Sulla collina di San Lorenzo, oltre 500 metri di quota tra i vigneti del Gattinara DOCG, sorgono i resti della fortificazione eretta nel 1187 dal Comune di Vercelli, teatro delle guerre franco-asburgiche e distrutta dai francesi nel 1524. Oggi è un parco archeologico sempre visitabile, con vista che spazia dalle Alpi al Monte Rosa fino a Torino e Milano.

Domande Frequenti

Cos'è la Baraggia Vercellese?

È la porzione in provincia di Vercelli della Riserva naturale delle Baragge, un'area protetta regionale che si estende su 3.980 ettari tra le province di Vercelli, Biella e Novara. Nel Vercellese comprende i lembi di brughiera relitta intorno a Rovasenda, Roasio, Gattinara, Lenta e Lozzolo, spesso chiamati "Baraggia di Rovasenda".

Perché la Baraggia è chiamata "l'ultima savana d'Italia"?

Per il paesaggio insolito: radi alberi di farnia, rovere e betulla emergono isolati da vaste praterie di felce aquilina ed erica, su suoli argillosi e poveri che un tempo si estendevano ininterrotti da Biella al Ticino. Le bonifiche per la risicoltura hanno ridotto questo ambiente a isole residue, oggi tutelate dalla riserva.

Quali castelli si possono visitare nella Baraggia Vercellese?

A Rovasenda si trovano il castello medievale del 1170 con la torre alta 48 metri (1459) e il vicino "nuovo castello" di inizio Novecento. A Gattinara, sul Monte San Lorenzo, sorgono i resti del Castello di San Lorenzo, fortificazione del XII secolo oggi parco archeologico tra i vigneti del Gattinara DOCG.

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Rovasenda

Ospitalità

Come arrivare

Da Vercelli: SP230 in direzione Biella, poi diramazioni locali verso Rovasenda, Roasio e Lenta. Da Milano/Torino: A4 fino all'uscita Balocco, quindi SP verso la Baraggia. Rovasenda ha una propria stazione ferroviaria; collegamenti su gomma collegano Vercelli ai borghi della riserva.

Cosa portare

Scarpe da trekking per i sentieri pianeggianti ma spesso fangosi dopo le piogge, binocolo per il birdwatching (cicogne bianche e avifauna di brughiera), macchina fotografica per i colori autunnali dell'erica.

Da abbinare

L'itinerario "Riso, Castelli e Natura" unisce la visita alla riserva con i borghi di Gattinara (vino DOCG), Roasio e Lenta, nel cuore della zona di produzione del Riso di Baraggia DOP, unico riso italiano a denominazione d'origine protetta.

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