Foto: Wikimedia Commons (CC BY-SA)
Provincia di Pordenone · Alpi e Prealpi CarnicheIl cuore selvaggio delle Dolomiti Friulane patrimonio UNESCO: laghi color smeraldo, borghi di pietra e la memoria del Vajont.
Lago artificiale dalle acque color smeraldo, formatosi nel 1954 con la costruzione della diga di Ponte Antoi sul torrente Cellina. Il borgo di Barcis si specchia sulle sue rive, circondato dalle pareti del Resettum e del Prescudin: punto di partenza ideale per passeggiate ed escursioni nel Parco.
La diga più alta d'Europa al momento della costruzione, tristemente nota per il disastro del 9 ottobre 1963, quando una frana dal Monte Toc provocò un'onda che causò quasi 2.000 vittime. Dal 2007 il coronamento è visitabile con visite guidate organizzate dal Parco e dall'Ecomuseo Lis Aganis.
Il "cuore" del Parco Naturale Dolomiti Friulane: dal borgo si risale la Val Cimoliana fino al leggendario Campanile di Val Montanaia, guglia di roccia alta circa 350 metri che dal 1902 è meta di alpinisti da tutta Europa.
Borgo alle porte dell'alta Val Cellina, con il Museo Casa Clautana dedicato alla vita delle donne della valle: lavoro nei campi, filatura e il mestiere itinerante dei venditori di utensili in legno.
Piccolo borgo di pietra della Val Cellina, con un museo etnografico inaugurato nel 1981 che raccoglie oggetti di vita quotidiana di fine Ottocento e inizio Novecento: lavorazione del legno e dell'osso, mestieri boschivi e vita rurale di montagna.
Primavera e autunno per il trekking nella Val Cimoliana e nella Val Settimana, con temperature miti e colori intensi. Estate per il lago di Barcis, la balneazione e le escursioni verso il Campanile di Val Montanaia. Inverno per le passeggiate con le ciaspole e l'atmosfera silenziosa dei borghi innevati; alcune strade di alta quota possono chiudere per neve.
Strada Regionale SR251 della Val di Zoldo e Val Cellina, in direzione Maniago–Montereale Valcellina–Barcis. Proseguendo si raggiungono Cimolais, Claut ed Erto e Casso.
Linea ATAP P32 (Pordenone Stazione FS/Ospedale Civile – San Quirino – Maniago – Montereale Valcellina – Barcis – Claut). Non esiste un collegamento ferroviario diretto in valle.
Il Campanile di Val Montanaia fu scalato per la prima volta nel 1902 dal triestino Napoleone Cozzi: da allora è considerato uno dei simboli dell'alpinismo dolomitico.
Secondo la tradizione locale, la sera del disastro del Vajont molti abitanti di Erto avevano notato segnali premonitori sul Monte Toc nei mesi precedenti, tra crepe nel terreno e piccole frane.
Nel Parco Naturale Dolomiti Friulane vive una delle popolazioni di camoscio alpino più consistenti delle Alpi orientali, insieme ad aquile reali e gufi reali.