Foto: Wikimedia Commons (CC BY-SA)
Provincia di Pordenone · Alta pianura pordenoneseLa steppa sassosa modellata dai torrenti Cellina e Meduna: un paesaggio raro in Europa, tra Vivaro e San Quirino.
Area protetta istituita nel 1997, dove un breve percorso attraversa tre diverse fasce ecologiche: dai campi coltivati alla steppa sassosa più arida, punteggiata da fiori rari come la Crambe tataria, presente in Italia solo qui.
Percorso cicloturistico ad anello di circa 42 km che attraversa il cuore della steppa pordenonese tra Vivaro, Basaldella, Tesis e Campagna, su strade sterrate ma percorribili anche in e-bike.
Poco a valle di Vivaro i due torrenti si incontrano, disperdendo parte delle loro acque nel sottosuolo ghiaioso: è questo il fenomeno che ha creato nei secoli l'ampia distesa di ciottoli bianchi dei Magredi.
Il Duomo cinquecentesco, ampliato in forma basilicale nell'Ottocento, e la seicentesca Villa dei Conti Cattaneo, di recente restaurata e visitabile negli interni con soffitti decorati e stucchi originali.
Piccolo gioiello architettonico del XV secolo, considerato il monumento artistico più pregevole del comune di Vivaro, cuore amministrativo dei Magredi.
Primavera per la fioritura delle specie botaniche rare del biotopo e per il birdwatching. Estate presto al mattino o a fine giornata, per evitare le ore più calde su un terreno sassoso e privo di ombra. Autunno per la luce dorata sulla steppa e per il cicloturismo con temperature miti.
Strada Provinciale in direzione San Quirino, poi verso Vivaro per il cuore dei Magredi e il Biotopo di San Quirino.
Linea ATAP P24 (Sedrano – San Foca – San Quirino – Pordenone) e linee P28/P32 in transito da San Quirino verso Maniago. Non esiste una stazione ferroviaria nell'area dei Magredi.
La Crambe tataria, rara pianta della famiglia delle crucifere, cresce nei Magredi e in poche altre zone d'Europa, tra cui i dintorni del lago Balaton in Ungheria.
Nei Magredi le acque dei torrenti Cellina e Meduna scompaiono spesso nel sottosuolo ghiaioso per poi riemergere più a valle come risorgive, alimentando fiumi come il Livenza.
L'occhione, uccello dagli occhi grandi e sguardo notturno, trova nei Magredi uno degli ultimi rifugi della pianura friulana grazie all'assenza di coltivazioni intensive.