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Provincia di Pordenone · Prealpi CarnicheLaghi color smeraldo, borghi di pietra e il fantasma sommerso di Movada: la valle più silenziosa della provincia di Pordenone.
Il più grande dei tre laghi artificiali della valle, creato nel 1952 con lo sbarramento del Meduna a Ponte Racli. Nei periodi di magra riemergono i ruderi dell'antico borgo di Movada, sommerso all'epoca della costruzione della diga.
Il secondo bacino artificiale della valle, incastonato tra i boschi a monte di Tramonti di Sopra: le sue acque calme sono meta di passeggiate ed è punto di partenza per sentieri verso l'alta valle del Meduna.
Il comune più a monte della valle, porta d'accesso al Parco Naturale Dolomiti Friulane, con i ruderi di un antico castello e un piccolo museo dei fossili trovati nella valle e dintorni.
Frazione di Frisanco, è tra i "Borghi più belli d'Italia": case in pietra dei secoli XV-XVI con ballatoi e scale esterne in legno sorretti da alti pilastri, in un contesto ancora intatto tra le Prealpi Carniche.
Capoluogo della valle del Colvera, a pochi minuti da Poffabro: ospita un piccolo museo con miniature in scala che ricostruiscono la civiltà rurale scomparsa della valle, opera di un artigiano locale.
Tarda primavera ed estate per godere dei laghi e delle passeggiate lungo le rive, con la possibilità di pesca sportiva al lago di Redona. Autunno per i colori dei boschi di faggio e la quiete dei borghi. In inverno alcune strade secondarie della valle possono chiudere per neve; verificare le condizioni prima di partire.
Strada Regionale SR552, in direzione Maniago–Meduno, poi verso Tramonti di Sotto e Tramonti di Sopra lungo la valle del Meduna. Per Frisanco e Poffabro si segue invece la Val Colvera in direzione Maniago–Poffabro.
Linea ATAP P28 (Pordenone Stazione FS/Ospedale Civile – San Quirino – Vajont – Maniago – Meduno – Tramonti). Non esiste un collegamento ferroviario diretto in valle.
Quando il livello del lago di Redona si abbassa, tornano visibili i resti delle case dell'antico borgo di Movada, sacrificato per la costruzione della diga negli anni Cinquanta.
A Poffabro i ballatoi in legno delle case, sorretti da alti pilastri in pietra, servivano tradizionalmente per far essiccare fieno e granaglie al riparo dall'umidità del terreno.
Il Monte Raut, che sovrasta Poffabro e Frisanco, è considerato dai botanici uno dei siti più ricchi d'Italia per la varietà di fiori rari e specie alpine.