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Province di Asti e Alessandria · MonferratoColline di Barbera e Moscato tra due province, dove le terme romane incontrano cattedrali scavate nel tufo, castelli dei Paleologi e un mare tropicale sepolto sotto i vigneti.
Città termale già nota in epoca romana, deve il suo soprannome alla fontana pubblica di acqua sulfurea a 74°C che sgorga nel cuore del centro storico. Il Castello dei Paleologi, fondato dai vescovi intorno all'anno 1000 e ristrutturato nel '400, ospita oggi il Museo Archeologico. Da assaggiare il filetto baciato, salame crudo di antica tradizione, accompagnato da un calice di Brachetto o Moscato d'Asti.
Sotto la città si sviluppano gallerie scavate nel tufo tra il XVI e il XIX secolo, usate da sempre per l'affinamento degli spumanti: le cantine storiche di Bosca, Contratto, Coppo e Gancia si visitano ancora oggi. È proprio da qui che è partito il dossier che ha portato Langhe-Roero e Monferrato a diventare Patrimonio UNESCO.
Il Castello dei Paleologi, detto anche Castello dei Gonzaga, ha una pianta esagonale e sotterranei affascinanti da esplorare. Poco distante, la Sinagoga costruita nel 1595 custodisce ancora oggi preziosi rotoli della Torah e un piccolo museo dei Lumi. Tra i borghi vicini da non perdere Cereseto, Ottiglio, Vignale e Montemagno; da provare i krumiri e il Grignolino del Monferrato.
Il Forte di Gavi, fortezza genovese del 1500 poi trasformata in prigione durante le guerre mondiali, domina il borgo da un colle. A Novi Ligure, ricca di palazzi nobiliari e ville con influenze genovesi, meritano una tappa la Chiesa di Santa Maria Maddalena e la Pieve di Santa Maria, l'edificio religioso più antico della città, risalente al XII secolo.
Il Castello di Gabiano è noto per il suo labirinto, raro esempio documentato nei giardini storici piemontesi, e ospita una cantina prestigiosa e un hotel di lusso. Il Castello di Uviglie, dimora medievale con cantine storiche, ha una torre che sorregge un giardino pensile. Il Castello di Camino, le cui origini risalgono all'XI secolo, conserva sale affrescate ispirate al Don Chisciotte e una vista che spazia sulle pianure circostanti.
Il Duomo di Asti, dedicato a Santa Maria Assunta, è un capolavoro dell'architettura romanica della regione. Da cercare anche gli affreschi medievali della Chiesa di San Secondo a Cortazzone, l'architettura raffinata di San Lorenzo a Montiglio Monferrato, l'imponente torre campanaria della Basilica di San Giovanni Battista a Casale e il campanile di San Bartolomeo a Cocconato, tra i vigneti.
Settembre e ottobre restano i mesi più vivi, tra la vendemmia, il Palio di Asti e le sagre di paese diffuse in tutta la zona. La tarda primavera regala colline verdissime e temperature miti, ideali per un tour in bicicletta tra i castelli. L'estate è il momento migliore per le visite alle cantine storiche e alle cattedrali sotterranee di Canelli, fresche anche nei giorni più caldi.
Autostrada A21 Torino-Piacenza in direzione Asti, poi statale SS456 del Turchino o SS10 verso Acqui Terme e il Monferrato Alessandrino; per Casale Monferrato, statale SS457.
Linea Torino Porta Nuova–Asti–Genova per raggiungere Asti e Acqui Terme; linea Torino–Casale Monferrato–Alessandria per la parte occidentale della zona.
Piccole cantine scavate a mano nella pietra da cantoni, usate da secoli per conservare il vino a temperatura costante. Si trovano a Grazzano Badoglio, Ottiglio, Vignale Monferrato, Sala Monferrato, Treville e Cella Monte, e fanno parte del sito UNESCO dei paesaggi vitivinicoli piemontesi.
A Casorzo cresce un raro fenomeno botanico: un ciliegio che si è sviluppato sopra un gelso secolare, dando vita a un doppio albero che continua a fiorire e fruttificare ogni anno.
Nel piccolo borgo di Maranzana, pupazzi di pezza a grandezza naturale animano le strade in scene di vita quotidiana, un'usanza popolare diventata attrazione per chi cerca il Monferrato meno battuto.
Dante colloca nel Purgatorio il marchese Guglielmo VII di Monferrato, ritraendolo come un politico scaltro; Boccaccio racconta nel Decameron la storia della Marchesa di Monferrato, che dissuase le attenzioni del Re di Francia servendogli solo brodo di pollo; Carducci, che visse a Casale, dedicò un lungo studio alla famiglia Aleramo e alla storia di queste terre.