Foto: Wikimedia Commons (CC BY-SA)
Province di Asti e Cuneo · MonferratoDalla "città della Paglia" sul Belbo, tra portici e Barbera, risalendo il torrente fino ai luoghi che hanno ispirato Cesare Pavese, tra borghi curiosi e sorgenti nascoste.
Il centro storico si raccoglie intorno a Piazza Martiri di Alessandria e al Palazzo Comunale trecentesco, affiancato dalla torre civica che i nicesi chiamano affettuosamente "il Campanon". Splendido il Palazzo Crova, edificio barocco che oggi ospita l'Enoteca Regionale del Nizza e il Palazzo del Gusto. Da percorrere Via Maestra, l'elegante via porticata ricca di negozi storici, e il Foro Boario, struttura ottocentesca in mattoni che ospita ancora oggi grandi eventi come la fiera "Nizza è Barbera".
Paese natale di Cesare Pavese, dove è possibile visitare la sua casa natale e i luoghi che hanno ispirato capolavori come "La luna e i falò". Il centro, tra le colline del Moscato, conserva ancora l'atmosfera raccontata dallo scrittore, tra cantine storiche e sentieri di campagna.
A Cossano Belbo, il "paese dei Lillipuziani", installazioni giganti e vie coloratissime animano il centro come un piccolo arcobaleno. Castelnuovo Belbo ospita il museo dedicato a Francesco Cirio, pioniere dell'industria conserviera, e panchine fuori scala firmate dal designer Chris Bengel. Più a monte, Niella Belbo conserva una torre medievale, affreschi quattrocenteschi nella chiesa parrocchiale e il panoramico Santuario della Madonna dei Monti.
Settembre porta con sé la vendemmia e la fiera "Nizza è Barbera" al Foro Boario, il momento più vivo dell'anno. La tarda primavera regala colline verdissime, ideali per passeggiate tra i vigneti e visite ai luoghi pavesiani. Il venerdì, tutto l'anno, vale la pena organizzare la visita intorno al mercato settimanale di Piazza Garibaldi.
Autostrada A21 Torino-Piacenza fino ad Asti, poi statale SS456 del Turchino in direzione Nizza Monferrato; per risalire la valle verso Santo Stefano Belbo, statale SP594 lungo il torrente.
Linea Torino Porta Nuova–Asti–Nizza Monferrato–Alessandria, con proseguimento sulla linea Asti–Alba via Santo Stefano Belbo per risalire la valle.
In origine la città si chiamava così, in dialetto piemontese "Nissa dla Paja", perché le prime abitazioni medievali avevano i tetti fatti di paglia intrecciata ed erbe.
Fonte: Destinazione MonferratoLa torre civica del Palazzo Comunale, alta e imponente, viene chiamata affettuosamente così dai nicesi per via del suo grande campanile, simbolo della città.
Fonte: Slow DaysIl quadrivio millenario di Campetto segna l'immaginario confine tra la Langa del vino, nella bassa valle, e la Langa della nocciola, più a monte nell'alta valle.
Fonte: An ViagiIl torrente Belbo non nasce da un unico punto: la sua sorgente è una vasta zona umida originata da falde freatiche, un fenomeno raro a queste altitudini e oggi protetto dalla Riserva Naturale Speciale delle Sorgenti del Belbo.