Il cioccolato italiano ha città precise: Torino per il gianduiotto, Perugia per i Baci, Modica per l'unica IGP europea del settore. Qui trovi i luoghi, i musei e le storie che si possono provare.

Il caffè Al Bicerin, in piazza della Consolata a Torino, risale al 1763. Il bicerin è una bevanda con caffè, cioccolata e fior di latte, che nel 2001 è stata riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale del Piemonte. Il cioccolatino più legato alla città, il gianduiotto, usa invece la nocciola Tonda Gentile delle Langhe al posto di una parte di cacao: la tradizione racconta che accadde per il blocco napoleonico.
Il resto d'Italia ha storie diverse. A Bologna Majani lavora dal 1796, a Perugia la Perugina è nata nel 1907 e i Baci risalgono al 1922. A Modica la lavorazione del cioccolato è documentata dal 1746 e oggi è IGP, la prima in Europa per un cioccolato. In Piemonte restano anche Cuneo, con i Cuneesi al rum, e Alba, dove nel 1946 nacque l'industria Ferrero.
Torino, Perugia, Modica e altri luoghi con una storia documentata. Perugia è in Italia centrale. Clicca un punto per la scheda.
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Il gianduiotto è fatto con cacao, zucchero e nocciola Tonda Gentile delle Langhe. La nascita è discussa: Caffarel indica il 1852, ma gli storici non trovano documenti di quegli anni.
In piazza della Consolata 5, il locale è aperto dal 1763 e dal 1856 sta nell'edificio attuale. Il bicerin si serve in un bicchiere con caffè, cioccolata e fior di latte, senza mescolare.
Sito ufficiale ↗Il museo è nel laboratorio sotterraneo della pasticceria Pfatisch, in via Sacchi 38. Mostra macchine del primo Novecento ancora funzionanti, arrivate da Dresda e dalla Svizzera. La visita finisce con degustazione.
Il cioccolatino al rum fu ideato nel 1923 da Andrea Arione. Una leggenda di bottega dice che Hemingway ne comprò nel 1954. Oggi solo Arione può usare il nome senza aggiungere il marchio.
Nel 1946 la Ferrero nacque ad Alba e iniziò vendendo una pasta gianduja. La Fondazione Ferrero organizza mostre e incontri. Non risulta una visita pubblica regolare allo stabilimento.
Sito ufficiale ↗La casa lavora dal 1796 e la bottega storica è in via Carbonesi. Ha creato la scorza nel 1832 e il Cremino Fiat nel 1911, a quattro strati, per l'uscita del modello Fiat Tipo 4.
A San Sisto, in viale San Sisto 207/C, la visita comprende un film, il museo storico, la degustazione e, se la produzione lo permette, la fabbrica. La Perugina fu fondata nel 1907; i Baci risalgono al 1922. Prenotazione obbligatoria.
Il festival si tiene a Perugia in ottobre. Il comunicato ufficiale del 2018 indica il 23 ottobre 1994 come primo giorno; altre pagine parlano del 1993. L'idea è di Eugenio Guarducci.
Sito ufficiale ↗Cecilia Tessieri ha fondato l'azienda alla fine degli anni Ottanta e produce a Pontedera, in via San Gervasio 29. Dal 2017 appartiene a Ferrarelle. Ha vinto quattro Golden Bean della London Academy of Chocolate.
Isidoro Odin, piemontese della Val Pellice, aprì a Napoli nel 1894 e sposò Onorina Gay. La fabbrica è in via Vetriera, a Chiaia. Tra i prodotti più noti c'è la Foresta, a scaglie di cioccolato.
Il cioccolato di Modica è il primo e finora unico cioccolato IGP in Europa. Il Museo del Cioccolato, gestito dal Consorzio di tutela, è in corso Umberto I 149 e mostra 27 pannelli con documenti dell'archivio Grimaldi.
Il sito dell'azienda dice che produce a Modica dal 1880, con la lavorazione a freddo del cacao. Propone visite al Fattojo, il laboratorio bean to bar, con degustazione.
Sito ufficiale ↗Dieci specialità con una storia verificata. Dove le fonti si contraddicono lo diciamo.
Cioccolatino a forma di barca rovesciata, con cacao, zucchero e nocciola Tonda Gentile. Si dice sia stato il primo cioccolatino incartato singolarmente.
📍 Torino
È la pasta di cacao e nocciole da cui deriva il gianduiotto. La tradizione la lega al blocco napoleonico, quando il cacao costava troppo.
📍 Alba
Bevanda di caffè, cioccolata e fior di latte, servita in un bicchiere a strati. Dal 2001 è prodotto agroalimentare tradizionale del Piemonte.
📍 Torino
Cioccolatino ripieno di crema, meringa e rum, ideato a Cuneo nel 1923.
📍 Cuneo
Ideato da Majani nel 1911 per l'uscita della Fiat Tipo 4. Ha quattro strati, come il numero del modello.
📍 Bologna
Secondo il Gambero Rosso, nel 1832 Majani fece la scorza, primo cioccolato in forma solida prodotto in Italia.
📍 Bologna
Cioccolatino ripieno di gianduia e nocciola, con un biglietto con una frase. La ricetta attuale risale al 1922 ed è attribuita a Luisa Spagnoli.
📍 Perugia
Scaglie di cioccolato fondente o al latte prodotte a Napoli dalla storica cioccolateria.
📍 Napoli
Lavorato a freddo, con zucchero non sciolto del tutto. È l'unico cioccolato IGP in Europa. Secondo le fonti, la produzione a Modica è documentata dal 1746.
📍 Modica
Il primo prodotto di Pietro Ferrero ad Alba, venduto dal 1946, era una pasta gianduja. Più tardi si trasformò nella crema spalmabile.
📍 Alba60 botteghe e laboratori artigianali con sito ufficiale verificato. Sulla mappa sono i punti piccoli; apri una regione per leggere le schede. L'elenco cresce: se ne manca uno, scrivici.
Cinque abitudini per capire cosa si ha in bocca, dal cioccolatino di Torino alla barretta di Modica.
Un buon cioccolato fondente è lucido e senza macchie bianche. Quello di Modica, lavorato a freddo, ha un aspetto diverso, più grezzo.
Da sapereLe macchie bianche sono grasso salito in superficie.
Il cioccolato ben temperato si rompe con un suono secco. A Torino il gianduiotto invece si scioglie subito, perché ha la nocciola dentro.
Da sapereIl gianduiotto dà il meglio a temperatura ambiente.
Cacao, nocciola, spezie e frutta secca si sentono già dall'odore. Il cioccolato scadente ha poco profumo.
Da sapereTieni il pezzo in mano un momento: il calore fa uscire gli aromi.
Il modo migliore è tenerlo in bocca finché si scioglie. A Modica la consistenza è granulosa, perché lo zucchero non si scioglie del tutto.
Da sapereLo zucchero cristallino è la caratteristica del cioccolato di Modica.
Si assaggia al caffè, come il bicerin, in laboratorio, come a Modica, e nei musei, come a Torino, Perugia e Modica.
Da sapereAlla Casa del Cioccolato Perugina la prenotazione è obbligatoria.
Il gianduja è l'impasto di cacao, zucchero e nocciole. Il gianduiotto è il cioccolatino fatto con quell'impasto.
Non si sa con certezza. Caffarel indica il 1852, ma uno studio non ha trovato documenti di quell'anno e la prima fonte è un articolo del 1932.
No, Perugia è in Umbria, nell'Italia centrale. Qui ci sono la Casa del Cioccolato Perugina e il festival Eurochocolate.
Che segue un disciplinare e si produce a Modica. È il primo cioccolato europeo con questa tutela.
Sì, ma serve la prenotazione. La visita include il museo storico e, se la produzione lo permette, anche la fabbrica.
No. Si beve a strati, con caffè, cioccolata e fior di latte, senza girare. La ricetta del locale è tenuta segreta.
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