Dalle grandi torrefazioni ai laboratori di quartiere, dai bar storici al museo delle macchine da caffè. Qui trovi l'elenco delle torrefazioni, anche piccole e non aperte al pubblico, e i luoghi dove si vede come è nato l'espresso.

L'Istituto Nazionale Espresso Italiano, un'associazione di settore, descrive l'espresso con numeri precisi: circa 7 grammi di caffè macinato, 9 bar di pressione, acqua a circa 88 gradi e 25 millilitri nella tazzina in circa 25 secondi. Sono valori di riferimento, con le loro tolleranze, e non una norma di legge. Servono per capire che dietro una tazzina c'è un lavoro misurato, che comincia molto prima del bancone.
In questa pagina trovi i luoghi dove quel lavoro si racconta. Ci sono musei d'impresa, torrefazioni con sito ufficiale e caffè storici ancora aperti. Non abbiamo inserito locali di cui non siamo riusciti a controllare la storia. Il caffè sospeso e il caffè alla nocciola sono nati a Napoli, il bicerin a Torino e il marocchino ad Alessandria.
Musei, torrefazioni e caffè storici con un sito ufficiale. Tocca un punto per leggere cosa c'è da vedere.
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Si trova nella Nuvola Lavazza, la sede aperta nel 2018 nel quartiere Aurora. Il percorso ha cinque aree, un archivio storico e visite all'area archeologica. Lavazza è nata a Torino nel 1895.
Sito ufficiale ↗In piazza della Consolata dal 1763. È il locale del bicerin: caffè, cioccolato e crema di latte in tre strati, riconosciuto prodotto agroalimentare tradizionale del Piemonte nel 2001. Non è una torrefazione.
Sito ufficiale ↗Nata nel 1882 a Chieri da Domenico Vergnano, che aveva una drogheria. Oggi la sede è a Santena. Il sito la presenta come famiglia al lavoro da oltre 140 anni.
Sito ufficiale ↗Alfonso Bialetti aprì nel 1919 un'officina di fusione di alluminio a Crusinallo, vicino a Omegna. Il museo Forum espone oggetti per la casa di aziende locali come Bialetti, Alessi e Lagostina.
illy è del 1933. L'Università del Caffè è del 1999: nata a Napoli, si è trasferita a Trieste nel 2002 e ha formato oltre 270 mila persone, secondo Il Sole 24 Ore. Trieste ha avuto il porto franco dal 1719.
Sito ufficiale ↗Il marchio nasce nel 1892 a Trieste, quando era il porto dell'impero austro-ungarico. Oggi la sede è a Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso. Nel 2023 una mostra in città ne ha raccontato la storia.
Sito ufficiale ↗In piazza San Marco 57, aperto dal 1720. Il sito lo presenta come il più antico caffè d'Italia, con più di tre secoli di storia.
Sito ufficiale ↗In via VIII Febbraio, aperto da quasi 200 anni. Tra le specialità c'è la Torta Pedrocchi. Il sito spiega che il caffè Pedrocchi va servito senza zucchero e senza mescolare.
Sito ufficiale ↗Aperto il 3 gennaio 1914 in via Battisti, nel borgo Franceschino. È noto come ritrovo degli intellettuali della città.
Aperto il 12 ottobre 2012 dal Gruppo Cimbali. Su circa 1.700 metri quadrati racconta in sei periodi come è cambiata la macchina espresso da bar, con la collezione Cimbali (oltre 200 macchine) e quella di Enrico Maltoni.
Sito ufficiale ↗Enrico Maltoni raccoglie dal 1988 macchine da caffè storiche e oltre 25.000 documenti e fotografie originali. L'Officina di Rimini restaura le macchine storiche.
Sito ufficiale ↗In via Condotti, fondato nel 1760 secondo il sito ufficiale. Rientra qui come caffè storico e non come torrefazione.
Sito ufficiale ↗La società Caffè Pascucci Torrefazione ha sede in via Circonvallazione, a Monte Cerignone. Il sito presenta caffè, infusi, un programma di formazione e un settore franchising.
Sito ufficiale ↗Si trova in piazza della Repubblica, all'angolo con via Roma, dentro il palazzo Levi. Fa parte dell'associazione Locali storici d'Italia.
Aperto nel 1860 al piano terra del Palazzo della Foresteria, davanti a piazza del Plebiscito. È un caffè letterario con gli interni neoclassici e liberty. Il locale dice di aver lanciato il caffè alla nocciola nel 1994.
Sito ufficiale ↗La torrefazione napoletana con sede in via Bernini. Il sito parla di Antica Miscela dal 1963 e si presenta come il caffè di Napoli.
Sito ufficiale ↗Il sito dice We love coffee since 1920. Ha un Museo del Caffè e una Scuola del Caffè, e parla di una piantagione in Sicilia per un caffè nativo siciliano.
Sito ufficiale ↗Produce a Modica da più di 50 anni, dice il sito, e ha lanciato Mohac, una tavoletta di cioccolato di Modica IGP al caffè.
Sito ufficiale ↗Chicchi, bevande, moka e le macchine da bar che hanno fatto la storia dell'espresso. Le foto delle macchine sono del MUMAC.
È la specie più diffusa nelle miscele di qualità. Ha meno caffeina della robusta, un gusto più acido e profumato.
Contiene più caffeina dell'arabica. Si usa nelle miscele da espresso per dare corpo e una crema più densa.
Secondo l'INEI: circa 7 grammi di caffè, 9 bar, acqua a 88 gradi, 25 millilitri in tazzina in 25 secondi circa. I tempi hanno tolleranze, e l'istituto è un'associazione di settore.
La caffettiera a vapore di Bialetti è del 1933, ma la paternità dell'invenzione è discussa. Il disegno somiglia a modelli precedenti. La fabbrica era a Crusinallo, vicino a Omegna.
📍 Omegna
Bevanda calda torinese a tre strati: caffè, cioccolato e fior di latte. Si serve in un bicchiere e dal 2001 è prodotto agroalimentare tradizionale piemontese.
📍 TorinoEspresso, cacao e schiuma di latte in un bicchierino. Pare sia nato ad Alessandria, al Bar Carpano, ma le fonti non sono d'accordo su quando.
Si paga un caffè in più per chi arriva dopo. È un'usanza solidale napoletana, ripresa da una giornata annuale dedicata dal 2011.
📍 Napoli
Espresso con pasta di nocciola e zucchero. Il Gambrinus ne indica la nascita nel 1994, anno del G7 di Napoli, ma è la versione del locale.
📍 Napoli
Tazzina servita calda e spesso già zuccherata. Il caffè arrivò in città nel Settecento. Non è lo stesso del cosiddetto strapazzato, con cacao e zucchero mescolati in fretta.
📍 Napoli
Il grado di tostatura cambia il gusto: più scura è, più il caffè è amaro e corposo e meno acido. Non c'è un grado giusto, dipende dalla miscela e da come lo si prepara.
Al MUMAC un banco ricostruito mostra come si serviva il caffè nei bar di inizio Novecento: grandi macchine a caldaia, bottiglie e vetri.
📍 Binasco
Il museo espone modelli di epoche diverse, dalle prime macchine a vapore fino a quelle degli anni del design italiano.
📍 Binasco
Tra i pezzi del MUMAC c'è una macchina espresso appesa, con i pezzi separati e sospesi, che fa vedere come è fatta dentro.
📍 Binasco
Sulle vecchie macchine a caldaia il manometro mostrava la pressione del vapore: era il segno che il caffè si poteva fare.
📍 Binasco
La caffettiera napoletana, o cuccuma, si capovolge dopo che l'acqua ha bollito: il caffè scende piano nella parte sotto.
Torrefazioni grandi, medie e piccole, anche quelle che non aprono al pubblico. Apri una regione o cerca un nome. Per ora l'elenco copre le regioni del Nord e la Toscana; le altre le stiamo aggiungendo.
364 torrefazioni
Fonte: elenco per provincia delle torrefazioni di Beverfood.com (novembre 2026), con alcune voci aggiunte da it.wikipedia. I nomi sono riportati come nelle fonti, senza la forma societaria. L'elenco non è completo: se manca la tua torrefazione scrivici.
Cinque passaggi che si ritrovano in ogni torrefazione, dalla grande industria alla bottega.
Il caffè si importa crudo, in sacchi di chicchi verdi. Trieste, con il suo porto, è storicamente uno dei luoghi di arrivo di questa merce in Europa.
Da sapereIl chicco verde non ha l'aroma del caffè: lo prende solo con la tostatura.
Il chicco viene scaldato in un tamburo rotante e cambia colore e profumo. Più lunga è la tostatura, più il gusto va verso l'amaro e meno si sente l'acidità.
Da sapereSulle confezioni si trova spesso scritto chiara, media o scura.
Macinato il caffè perde aroma in fretta. Per l'espresso la macinatura è fine, per la moka più grossa.
Da sapereSe compri i chicchi, macina solo la dose che ti serve.
L'acqua calda passa attraverso il caffè. Nell'espresso lo fa sotto pressione, nella moka sfruttando il vapore della caldaia.
Da saperePer la moka, spegnere il fuoco appena il caffè smette di salire.
A Napoli la tazzina si serve calda e spesso già zuccherata. A Torino lo stesso caffè va nel bicerin con cioccolato e crema di latte.
Da sapereAl bar il rito cambia da città a città: chiedere come si usa.
Sì, il percorso di cinque aree è per tutti. Per i gruppi serve prenotare, e la prenotazione è consigliata nei fine settimana. Orari e prezzi si controllano sul sito del museo.
Perché il suo porto ha portato caffè in Europa e qui sono nate aziende come illy e Hausbrandt. Andrea Illy lo dice parlando del porto e dei legami con Venezia e Vienna.
Caffè, cioccolato e crema di latte. La ricetta originale del locale è segreta, quindi le proporzioni cambiano da posto a posto.
Il sospeso è un caffè pagato in anticipo a un altro cliente. Il corretto è un espresso con un goccio di liquore, per esempio mistrà all'anice nelle Marche.
I riferimenti INEI parlano di 9 bar. Le moke lavorano a pressione molto più bassa, usando il vapore della caldaia.
Se hai una torrefazione o un caffè con una storia, scrivici: la tua scheda può entrare nella mappa con foto e link al tuo sito.
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