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Città Metropolitana di Torino · Alpi GraieVal Grande, Val d'Ala e Val di Viù: la patria storica dell'alpinismo piemontese, a poche decine di km da Torino.
Ultimo comune della Val d'Ala, culla dell'alpinismo piemontese. Qui nacque Antonio Castagneri "Toni dei Tuni", autore di 46 prime ascensioni, scomparso sul Monte Bianco nel 1890.
Uno dei pianori più spettacolari dell'arco alpino occidentale, dominato dai massicci della Ciamarella e della Bessanese — punto di partenza per numerosi trekking estivi e per lo sci di fondo invernale.
Borgo a 1260 metri, Bandiera Arancione del Touring Club, nella Valle di Viù. Punto di passaggio della Grande Traversata delle Alpi (GTA) e del Sentiero Italia.
A 2718 metri, il lago più esteso delle Valli di Lanzo, raggiungibile da Usseglio — una delle mete escursionistiche più spettacolari della zona.
Nella Valle di Viù, luogo simbolo della memoria partigiana, oltre che punto panoramico e tappa di percorsi ciclistici ed escursionistici.
Estate per il trekking verso i laghi alpini (Lago della Rossa, Lago di Afframont) e per le sagre locali come la Sagra della Toma di Lanzo a Usseglio, in luglio. Inverno per lo sci: impianti attivi a Usseglio (Pian Benot), Ala di Stura e Balme, oltre allo sci di fondo a Pian della Mussa. In estate si tengono anche le Valliadi, le "Olimpiadi" delle Alte Valli di Lanzo tra i comuni della zona.
Statale verso Lanzo Torinese, poi provinciale che si dirama nelle tre valli (Val Grande, Val d'Ala, Val di Viù).
Ferrovia SFMA Torino – Aeroporto Caselle – Ceres: collegamento diretto su rotaia fino a Ceres, comodo per raggiungere la Val Grande senza auto.
Le Valli di Lanzo conobbero una scarsa romanizzazione: i Romani preferirono le vicine Val di Susa e Valle d'Aosta per i transiti oltralpe, lasciando queste valli ai margini delle grandi vie commerciali.
La zona produce formaggi tipici come la Toma di Lanzo, il Blu di Lanzo e la Toma del Lait Brusc, celebrati ogni anno nella Sagra della Toma di Lanzo a Usseglio.
In epoca preistorica la zona fu abitata da tribù liguri, poi assorbite dai Graioceli, popolazione celtica originaria dell'attuale Maurienne francese.